Come È Perché Far Tradurre Il Proprio Curriculum Vitae In Inglese

Anche se la lingua più parlata al mondo è il Cinese mandarino, non vi è dubbio alcuno che quella più utilizzata e nota sia quella inglese. Di conseguenza, pare più che motivato far tradurre cv in inglese.

Se è sufficientemente chiaro il perché si debba far tradurre cv in inglese, non è, di contro, nota a tutti la corretta modalità. Ovviamente, quando si parla di far tradurre cv in inglese si intende che ciò avvenga anche per la cover letter. Quindi, oltre che tradurre cv in inglese è necessario anche provvedere all’invio della cover letter in inglese.

Infatti, sarebbe alquanto bizzarro provvedere alla traduzione curriculum vitae in inglese e inviare la lettera di presentazione, cioè la cover letter, che accompagna il curriculum vitae ad un probabile datore di lavoro non nella stessa lingua. Quindi, la lettera di presentazione in inglese è una assoluta necessità.

Ma, come far sì che la traduzione curriculum vitae in inglese risulti essere davvero perfetta e interessante? Per prima cosa è bene focalizzare uno degli aspetti primari e, cioè, che lo scrivere in lingua inglese un curriculum vitae non è una pura e semplice traduzione. Infatti, qui non si tratta solamente di conoscere la grammatica e la sintassi, visto che la traduzione di un curriculum vitae in lingua inglese comporta tutta una serie di conoscenze sia linguistiche e sia di forma.

Infatti, lo si dovrà fare non semplicemente “trasportando” il concetto dalla lingua italiana a quella inglese, ma il curriculum vitae dovrà avere una composizione linguistica e di forma corrispondenti al mondo del lavoro anglo sassone. Ma oltre a ciò, per volersi candidare per un lavoro all’estero, è quanto mai opportuno porre attenzione anche ad altri elementi.

Di fatti, se già è facile incappare in un rifuso con la propria lingua, è intuibile immaginare come ciò si amplia con quella inglese. La rilettura, in special modo fatta da una terza persona, è sempre un valido mezzo per non incappare in possibili, ma facilmente evitabili, errori.

Per quanto verte l’aspetto tanto della cover letter quanto del curriculum vitae, sarà bene porre la massima attenzione all’utilizzo dei noti templari. Anche qui l’errore può avvenire.

Altro suggerimento è quello di non pensare di scrivere una “Divina Commedia”. Il lettore, cioè il datore di lavoro, non vuole sfogliare un romanzo, ma comprendere subito se il candidato possiede o meno i requisiti richiesti.

Quindi, spazio alla sinteticità in grado di sviluppare, in un massimo di due pagine, tutto ciò che possa effettivamente interessare. In ultimo, oltre che evitare una traduzione che risulti essere approssimativa, è bene anche indicare quale sia il proprio obiettivo professionale.

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